Responsabile Scientifico: Avv. Ferdinando della Corte
Comitato Scientifico: Avv. Ferdinando della Corte, Avv. Carlo Patti
Special Guest: Avv. Edoardo Riccio (Avvocato del Foro di Verbania, Direttore Centro Studi Nazionale ANACI)
Modera: Dott.ssa Gisella Casamassima (Direttrice Centro Studi Provinciale ANACI Roma)
Geom. Manuele M. Maggi (Segretario ANACI Roma)
Dott.ssa Rossana De Angelis (Presidente ANACI Roma, Vice-Presidente ANACI nazionale, Presidente Commissione Condominio ODCEC Roma)
Dott. Massimiliano Marzoni (Presidente regionale ANACI Lazio)
Ing. Francesco Burrelli (Presidente nazionale ANACI)
Ing. Marco Spinetto (Presidente UNI)
Dott. Giacomo Rota (Magistrato della II Sezione Civile del Tribunale di Siracusa)
Avv. Carlo Patti (Avvocato Foro di Roma, Presidente Collegio Probiviri ANACI, Responsabile Scientifico Corsi Aggiornamento Dm140 ANACI Roma)
Avv. Giulio Enea Vigevani (Professore Ordinario di Diritto Costituzionale Università degli Studi di Milano Bicocca)
Avv. Fausto Moscatelli (Membro CSN, Direttore CSP e Responsabile Scientifico Corsi Dm140 ANACI Varese)
Avv. Luca Santarelli (Avvocato del Foro di Firenze)
Avv. Luigi Gallareto (Avvocato del Foro di Savona, Membro Collegio Probiviri ANACI)
Avv. Maurizio Voi (Direttore centro Studi Anaci Veneto)
Dott.ssa Roberta Nardone (Presidente del Tribunale di Civitavecchia)
Avv. Ferdinando della Corte (Avvocato Foro di Roma, Resp.le Scientifico Convegno Giuridico, Direttore Corsi Formazione)
La tradizione dei convegni giuridici di ANACI Roma vuole che l’identità grafica dell’evento sia un dipinto di un artista famoso: Raffaello e Michelangelo, Mucha e Kandinsky, fino a Hopper, Rizzo e Picasso. Per il Convegno Giuridico 2026 dal titolo “I molti ruoli dell’amministratore professionista” la scelta è caduta su un’opera di Claude Monet nel centenario del grande pittore impressionista: “Le Bassin aux nymphéas: harmonie verte”, detta anche “il ponte giapponese di Giverny”. Questa immagine offre una chiave di lettura pittorica della professione dell’amministratore perché il ponte giapponese ha una valenza simbolica che si intreccia con il significato e la funzione dell’amministratore in modo sorprendentemente diretto. Nel 1893 Monet acquistò un terreno adiacente alla sua proprietà a Giverny e fece realizzare un giardino acquatico di ninfee con un ponte di legno ad arco in stile giapponese. Il ponte divenne uno dei suoi soggetti prediletti: tra il 1899 ed il 1900 ne dipinse 18 vedute e tra il 1918 e il 1924 altre due dozzine di versioni, in condizioni di luce sempre diverse. Le versioni più note sono quelle “classiche”, come quella scelta per il Convegno Giuridico, dominate dai toni del verde e del blu (Le Bassin aux nymphéas, harmonie verte) esposte al Musée d’Orsay di Parigi, alla National Gallery di Londra, al Metropolitan di New York ed al Museo Puskin di Mosca. Il ponte è un passaggio, un collegamento, un’unione. Unisce due sponde, favorisce l’incontro tra le persone. L’amministratore professionista è, per definizione, un ponte tra i condòmini, tra le esigenze individuali e quelle collettive. I suoi molti ruoli trovano proprio in questa immagine la loro sintesi: ascoltare, mediare, comporre interessi diversi, rappresentare la collettività, custodire la cosa comune, decidere con equilibrio. Il ponte è un elemento architettonico “istituzionale”, costruito dall’uomo per rendere possibile la convivenza e la circolazione. Come l’amministratore, è una struttura necessaria ma che esiste in funzione di altro: i condòmini, le loro case, la loro vita quotidiana. E la vita quotidiana scorre in un mutare incessante, sempre diversa nella sua apparente uniformità, come l’acqua che scorre sotto il ponte. La popolano una molteplicità di figure, con una cromaticità e un’individualità simili a quelle delle ninfee del quadro, che lo stesso Monet dipinse decine di volte, in condizioni di luce diverse, con esiti sempre differenti in base alla luce ed allo scorrere del tempo: metafora perfetta del continuo evolversi dell’essere umano. Per Monet il ponte era un punto di osservazione dal quale cogliere il gioco di riflessi sull’acqua e la mutevolezza della luce. Questa molteplicità di tonalità diverse ci permette di trarre da quest’opera anche altre metafore per il nostro mondo: il giardino acquatico, come il condominio, è un luogo vivo e artificiale insieme; le ninfee sono i condòmini, radicati eppure immersi in un ambiente comune; i riflessi sono le esigenze che si specchiano l’una nell’altra; la luce che cambia è il diritto, la normativa, il contesto sociale ed economico; la serie delle vedute è la competenza che sa ripetersi senza essere mai identica. Il ponte, però, resta la metafora principale: unisce, sostiene, attraversa. E se l’amministratore professionista è ponte tra i condòmini, tra l’individuo e la collettività, allora i suoi molti ruoli non sono frammenti separati, ma arcate di un unico, paziente passaggio verso una convivenza possibile. Per questo il ponte giapponese di Monet, nella sua versione “verde”, accompagna il Convegno Giuridico 2026 di ANACI Roma: perché racconta, con la forza dell’arte, ciò che l’amministratore professionista fa ogni giorno.